Posterous theme by Cory Watilo

Anatomy of a Spam Viagra Purchase

Security_x582

Molto interessante sopratutto il paper di ricerca:  

Abstract—Spam-based advertising is a business. While it has engendered both widespread antipathy and a multi-billion dollar anti-spam industry, it continues to exist because it fuels a profitable enterprise. We lack, however, a solid understanding of this enterprise’s full structure, and thus most anti-spam interventions focus on only one facet of the overall spam value chain (e.g., spam filtering, URL blacklisting, site takedown). In this paper we present a holistic analysis that quantifies the full set of resources employed to monetize spam email— including naming, hosting, payment and fulfillment—using extensive measurements of three months of diverse spam data, broad crawling of naming and hosting infrastructures, and over 100 purchases from spam-advertised sites. We relate these resources to the organizations who administer them and then use this data to characterize the relative prospects for defensive interventions at each link in the spam value chain. In particular, we provide the first strong evidence of payment bottlenecks in the spam value chain; 95% of spam-advertised pharmaceutical, replica and software products are monetized using merchant services from just a handful of banks.

L'NSA e le email americane

L'N.S.A., secondo un suo ex matematico, spia tutte le email in transito in e per l'America. Da qui: 

http://www.newyorker.com/reporting/2011/05/23/110523fa_fact_mayer?currentPage=all

While most of the N.S.A. was reeling on September 11th, inside SARC the horror unfolded “almost like an ‘I-told-you-so’ moment,” according to J. Kirk Wiebe, an intelligence analyst who worked there. “We knew we weren’t keeping up.” SARC was led by a crypto-mathematician named Bill Binney, whom Wiebe describes as “one of the best analysts in history.” Binney and a team of some twenty others believed that they had pinpointed the N.S.A.’s biggest problem—data overload—and then solved it. But the agency’s management hadn’t agreed.

Binney, who is six feet three, is a bespectacled sixty-seven-year-old man with wisps of dark hair; he has the quiet, tense air of a preoccupied intellectual. Now retired and suffering gravely from diabetes, which has already claimed his left leg, he agreed recently to speak publicly for the first time about the Drake case. When we met, at a restaurant near N.S.A. headquarters, he leaned crutches against an extra chair. “This is too serious not to talk about,” he said.

Binney expressed terrible remorse over the way some of his algorithms were used after 9/11. ThinThread, the “little program” that he invented to track enemies outside the U.S., “got twisted,” and was used for both foreign and domestic spying: “I should apologize to the American people. It’s violated everyone’s rights. It can be used to eavesdrop on the whole world.” According to Binney, Drake took his side against the N.S.A.’s management and, as a result, became a political target within the agency.

Binney, for his part, believes that the agency now stores copies of all e-mails transmitted in America, in case the government wants to retrieve the details later. In the past few years, the N.S.A. has built enormous electronic-storage facilities in Texas and Utah. Binney says that an N.S.A. e-mail database can be searched with “dictionary selection,” in the manner of Google. After 9/11, he says, “General Hayden reassured everyone that the N.S.A. didn’t put out dragnets, and that was true. It had no need—it was getting every fish in the sea.”

Binney considers himself a conservative, and, as an opponent of big government, he worries that the N.S.A.’s data-mining program is so extensive that it could help “create an Orwellian state.” Whereas wiretap surveillance requires trained human operators, data mining is automated, meaning that the entire country can be watched. Conceivably, U.S. officials could “monitor the Tea Party, or reporters, whatever group or organization you want to target,” he says. “It’s exactly what the Founding Fathers never wanted.”

Facebook, intrigo anti-Google Pagava per articoli denigratori

Che si stia iniziando a giocare, giusto un pochetto, sporco? :) 
Quando si gioca con la reputazione tutto può accadere, anche che la strategia si ritorca contro... 

Facebook, intrigo anti-Google
Pagava per articoli denigratori

L'ultima mossa nella guerra tra i due colossi: una società di Pr ingaggiata dal social network proponeva a blogger e giornalisti informazioni per mettere in cattiva luce il concorrente. Smascherati, Zuckerberg e soci rischiano l'effetto boomerang

RIVALI, certo. Ma la battaglia fra i due giganti della tecnologia, Facebook e Google, è arrivata ora a non escludere alcun colpo, in una escalation che ha portato il sovrano dei social network a ingaggiare una famosa società di pubbliche relazioni per promuovere, fra autorevoli blogger e media, pezzi critici sulla tutela della privacy da parte del colosso di Mountain View. 

La campagna di stampa negativa ordita segretamente da Facebook ai danni del concorrente, svelata da Usa Todaye da The Daily Beast, è stata immediatamente ripresa da giornali e siti, rivelandosi un boomerang. In rete è nato un vero e proprio caso e fioccano le critiche alla creatura di Mark Zuckerberg, che di certo non ne esce bene. E c'è da scommettere che la guerra fra i due colossi si arricchirà ora di nuovi capitoli. 

 "Pr fiasco" è uno degli appellativi più gentili riservati alla goffa manovra messa in piedi nel tentativo di gettare fango su Google. La società di pubbliche relazioni assoldata per il lavoro è la Burston-Marsteller. E uno dei suoi addetti è stato beccato mentre cercava di proporre al blogger Chris Soghoian, che si occupa di questioni di sicurezza in rete, dati e informazioni su Social Circle, un network di Google che permette agli utenti di Gmail di vedere informazioni non solo dei loro amici, ma di amici degli amici, o "contatti secondari". E cercava di spingere l'esperto ad approfondire indiscrezioni secondo cui Google viola sistematicamente 
la privacy dei propri utenti. Non solo: si è anche offerto di scrivere lui il pezzo per il blogger, o quanto meno di aiutarlo, incassando però il rifiuto di Soghoian. Che ha anche deciso di rendere pubblica la storia, diffondendo le e-mail che lui e il suo "contatto" alla Burston-Marsteller si erano scambiati. 

In una di queste, l'addetto della società di Pr attacca senza mezzi termini Google, accusando Mountain View di avere alle spalle una storia ben nota di violazioni dei diritti della privacy degli utenti internet in America. Il servizio di Google, sempre secondo le informazioni dell'addetto Burston-Marsteller, sarebbe in particolare, "l'ultimo congegno ideato per rubare dati personali e mettere insieme dossier estremamente personali su milioni di utenti". 

Usa Today per primo ha rivelato l'esistenza della campagna di stampa negativa ai danni di Google, ma non ha individuato il mandante. Svelato, invece, da The Daily Beast: si tratta di Facebook, che, davanti alle prove, non ha potuto che ammettere di essersi rivolto alla Burston-Marsteller, provando ad abbozzare una spiegazione: "Google compie azioni che suscitano preoccupazioni sul versante della privacy. E poi Facebook non apprezza i tentativi di utilizzare i propri dati da parte di Google, nel suo servizio di social network". 

À la guerre comme à la guerre, è vero. Ma la mossa di Facebook di certo non ha giovato all'immagine dell'azienda. Caduta di tono o vera e propria "catastrofe"? I giudizi sono di vario grado, univoci però nella bocciatura. L'episodio non fa che confermare che ormai i due big, nati con obiettivi diversi - Facebook social media, Google motore di ricerca per eccellenza - si stanno pericolosamente avvicinando, rischiando di pestarsi i piedi. E di competere, sempre più da vicino, per il monopolio della pubblicità online. Finora i tentativi di Mountain View di sviluppare il versante social non hanno avuto particolare successo. Eppure, visti gli ultimi sviluppi, qualche pensiero a Facebook devono averlo dato.

Sent from my iPad, apologies for typos.

operazione trasparenza? uhm...

Bah, si chiama operazione trasparenza, e poi sul sito del Governo si inibisce, tramite robots.txt, di indicizzare il materiale sui motori di ricerca.

A me personalmente non mi pare "trasparenza" la parola esatta, allora.

Ecco l'estratto dal robots.txt, per l'appunto:

User-agent: *

Disallow: /Presidenza/operazione_trasparenza/dirigenti/

Disallow: /Presidenza/operazione_trasparenza/consulenti/

User-agent: Microsoft URL

Disallow: /

FBI serves Grand Jury subpoena likely relating to WikiLeaks

una notizia passata in sordina nei giornali italiani...

via All Salon by Glenn Greenwald on 27/04/11

In the wake of a massive disclosure of Guantanamo files by WikiLeaks, the FBI yesterday served a Grand Jury subpoena in Boston on a Cambridge resident, compelling his appearance to testify in Alexandria, Virgina.  Alexandria is where a Grand Jury has been convened to criminally investigate WikiLeaks and Julian Assange and determine whether an indictment against them is warranted.  The individual served has been publicly linked to the WikiLeaks case, and it is highly likely that the Subpoena was issued in connection with that investigation.

Questa volta TIM se la piglia con la catapulta

Non c'è speranza con la storia in TIM.

Seppur si ostinano ad usarla, impropriamente. Ad onor del vero, loro negli spot mettono le mani avanti chiamandoli "La storia secondo TIM". Quel "secondo TIM" fa intendere che è una loro interpretazione particolare. 

Quindi dopo Waterloo-Luca Luciani, i 600 anni di Leonardo, oggi è il turno della catapulta. Il video in questione è questo:

 

 

Nel dettaglio al secondo 31, Leonardo dice "non l'ho mica inventato per questo la catapulta". 

 

Peccato che la catapulta sia stata inventata da Dionigi di Siracusa!!!!! 

E, santa pazienza, entro' nella storia quando egli stesso la uso' come arma di attacco contro la flotta cartaginese durante la battaglia per l'isola di Pantaleo (ad i tempi, sotto il nome di Mozia), che stava cecando di conquistare. 

 

Ma dico io, chi cazzo glieli scrive i testi? Scilipoti, Vanna Marchi, Daitarn3, chi?!? 

 

​